In arrivo in UK il prosecco rosè dal 2021

Il Regno Unito ama il prosecco e non meravigliatevi che molti sono eccitati dall’arrivo del prosecco rosè o pink prosecco. A dire il vero si vedevano già vini chiamati prosecco rosè ma non erano proprio DOC.

Ma ora i membri del consorzio DOC del prosecco hanno votato per permettere la creazione di prosecco DOC. 

Secondo le nuove normative, il Prosecco rosato deve essere realizzato con una base Glera e miscelato con il 10% -15% di Pinot Nero, gli unici due tipi consentiti sono Brut Nature ed Extra Dry.

Il prosecco deve trascorrere almeno 60 giorni in una vasca pressurizzata durante la seconda fermentazione per stabilizzare il colore. I vini possono essere messi in vendita dopo il 1gennaio successivo alla vendemmia e devono contenere un minimo dell’85% della frutta proveniente dall’annata dichiarata.

Quindi il prosecco rosa arriva in UK dal 1 gennaio 2021 che guarda caso è anche il primo giorno che il Regno Unito sarà fuori dal mercato unico. E fino ad ora non ci sono segnali positivi per quanto riguarda un accordo e il prosecco rosa potrebbe arrivare ma essere piuttosto caro. Un po’ un disastro per chi lo produce, lo vende e lo compra. 

Il ristorante di Ed Sheeran lancia bar virtuale

Forse chiamarlo bar virtuale è un’esagerazione, non succede quello che dovrebbe succedere in un bar ma i giornali l’hanno battezzato in questo modo e abbiamo deciso di andare a vedere.

Il ristorante di Ed Sheeran, che si chiama Bertie Blossom e si trova a Portobello Road, aveva prima della chiusura per il coronavirus un wine club ogni mercoledi,  che era un’opportunita’ per scoprire nuovi vini.

Ora non potendo farlo nel ristorante il manager del ristorante Sebastian Skillings consiglia tutte le settimane un vino diverso. Il bello della cosa è che si tratta sempre di un vino che potete trovare al supermercato e che non costa un’occhio della testa. Quello che vedete sotto, per esempio, si trova al supermercato Tesco.

Potete controllare il consiglio settimanale ( e ci sono anche suggerimenti per lezioni di cucina gratuiti) su Instagram qui.

 

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It's Wednesday! Which can only mean it's @sebastian.skillings supermarket wine club! 🍷 . This week I'm showcasing a great white which will be the perfect pairing for @lyshcooks cooking tutorial this week . Tesco . Sauvignon Blanc, les Grands Chais, Touraine France . £7.50 . For those who aren't familiar with Touraine, Touraine is regarded the 'Garden of France' and the area is rich with vineyards, saffron and truffles to name a few. . The wine is fermented at an ultra low temperature and is aged for around 4 months and is a 100% Sauvignon Blanc. . It's a well balanced wine with exotic fruit and floral notes and as the weather warms up, its a great wine to accompany the warmer weather! . I hope everyone is staying safe and well x . Keep an eye out this week as @lyshcooks and @raqs.m will be uploading some tutorial vids . Sebastian x .

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L’incredibile ed affascinante storia dei coffee shops a Londra

Oggi siamo abituati a vedere coffee shops a Londra, da Pret a Manger a Starbucks sono dovunque. Probabilmente però non conoscete la storia dei coffee shops di Londra, che inizialmente si chiamavano coffeehouses. Effettivamente erano molto di più di un semplice coffee shop.

Il primo coffee shop di Londra fu aperto nel 1652 da un greco chiamato Pasqua Roseé. Aveva lavorato per un mercante britannico in Turchia e aveva imparato a conoscere ed apprezzare il caffè. Aprì il primo coffee shop a Londra a Cornhill ed ebbe subito successo. Anche se la bevanda non era ancora perfezionata e probabilmente per il nostro palato sarebbe imbevibile, il locale era sempre pieno, Tanto che presto Londra si riempì di coffee shops.

coffee shops di Londra
Un coffee shop a Londra nel 1700

Generalmente per un penny si aveva un caffè e la tazza potete essere riempita di nuovo fin quando si voleva senza dover pagare di nuovo.

Per questo motivo i coffee shops di Londra divennero subito il posto dove passare parte della giornata, incontrare amici e fare affari. Tanto che nel 1674 ci fu una petizione per bandire i coffee shops che a quanto pare facevano diventare pigri gli uomini. Il re Carlo II stesso voleva assolutamente vietarli.

Foto: By Bodleian Library, University of Oxford (Bodleian Library, University of Oxford) [Public domain], via Wikimedia Commons

Nel giro di 25 anni c’erano oltre 1000 coffee shops a Londra. In parte molti allora credevano che il caffè avesse delle proprietà mediche e addirittura veniva usato contro la peste! Sicuramente si erano accorti che faceva stare svegli e su questo avevano ragione. In seguito cominciarono anche a vedere té e cioccolata calda.

Locali di Londra: The Borderline a Soho

I coffee shops di Londra diventarono famosi

Alcuni coffee shops di Londra divennero famosi e svilupparono la loro clientela e alcuni si specializzarono. Il coffee shop di Edward Lloyd divenne il posto dove andare per avere assicurazione navale e da questo coffee shop nacque l’assicurazione Lloyds esistente tutt’ora. Anche le famose aste londinesi come Sotheby’s nacquero in coffee shops.

C’erano coffee shops frequentati da uomini di affari, di lettere, da dottori, scienziati, banchieri e altre professioni. Questo networking portò poi alla nascita di altre associazioni.

Un altro famoso era Don Saltero, che non aveva niente di spagnolo, il proprietario era un certo John Salter.  Don Saltero offriva di tutto, un servizio di barbiere, dentista (rudimentale visti i tempi) e aveva anche un piccolo museo.

Esisteva anche una versione primitiva dei pop ups di oggi, erano quasi sempre barche sul Tamigi che aprivano in un posto per un giorno e poi si spostavano.

Ristoranti di Londra: Fish Central (per provare il vero fish ‘n chips)

Cuochi e camerieri disoccupati di Londra si organizzano

Ci sono diverse iniziative per aiutare cuochi e camerieri che si sono trovati improvvisamente senza lavoro. Le manovre del governo che pagano 80% dello stipendio a molti lavoratori aiutano solo coloro che non sono stati licenziati, ma molti non hanno più lavoro e non guadagnano niente.

La London Restaurant Co-operative è stata proprio creata da cuochi e camerieri che si sono trovati improvvisamente senza lavoro. Ogni giorno cucinano un piatto vegano e uno non vegano e te lo portano a casa.

Un pasto caldo cucinato da un cuoco di professione costa £7 a testa che è un buon prezzo e ora che tutti i ristoranti sono chiusi è un modo per mangiare anche quando non avete voglia di cucinare. 

Non sono i soli che hanno lanciato un sistema di consegna pranzi, diversi ristoranti a Londra vi portano i pranzi o la cena a casa se lo desiderate. Ma in questo caso sapete anche che tutti i soldi andranno ai cuochi e camerieri disoccupati, l’organizzazione è una co-operativa no profit. 

Per maggiore informazioni o prenotare un pasto potete andare qui