6000 posti di lavoro a rischio da Bella Italia e Cafe Rouge

Bella Italia, Las Iguanas e Cafe Rouge sono altre tre catene a rischio di chiusura. Infatti hanno chiesto di andare in amministrazione straordinaria e se non trovano un accordo, acquirenti o prestiti sostanziali le due catene chiuderanno con la perdita di 6000 posti di lavoro.

Molte catene nella ristorazione avevano problemi finanziari prima della crisi del coronavirus, due mesi di chiusura anche con i prestiti dal governo (che sono prestiti e dovranno essere restituiti) sono per molte l’ultima goccia. 

Inoltre il problema futuro sono le misure di distanza che dovranno adottare alla riaperture. Per molti ristoranti, soprattutto a Londra e altri posti dove gli affitti costano tanto e lo spazio è ridotto) riaprire un ristorante con solo un terzo dei clienti significa non poter pagare le spese. Anche i ristoranti che riescono a stare aperti anche con un terzo dei clienti dovranno per forza di cose tagliare il personale. 

Si prevedono tempi bui per molti lavoratori nella ristorazione e ospitalità. Molti che leggono dall’Italia vogliono vedere buone notizien per prepararsi a partire a cercare lavoro,  ma purtroppo per ora non possiamo ancora darle. 

Fonti: Evening Standard

 

 

Chiude per sempre dopo 24 anni la catena EAT

I ristoranti, pubs e molti negozi hanno chiuso per il coronavirus ma molti probabilmente riapriranno al termine della crisi. Altri no e tra questi avremo la catena EAT  che ha 90 negozi. 

In questo caso il coronavirus non c’entra molto il destino della catena era giá stato deciso, infatti essendo in difficoltà era stata acquistata da Pret Manger nel 2019 che ovviamente ha altri piani.

Alcuni di questi negozi verranno convertiti probabilmente in Veggie Pret la versione vegana e vegetariana di Pret Manger, altri saranno chiusi per sempre.

Laura Ashley che era un’altra catena con gravi problemi non riaprirà più e non possiamo farci illusioni queste sono le prime di tante vittime nelle prossime settimane. Molte catene già faticavano ad esistere con l’incertezza creata dalla Brexit ma soprattutto dal fatto che molte persone preferiscono fare shopping online e ora il coronavirus è l’ultima goccia. I danno di questa crisi di sapranno solo al suo termine ma le previsioni non sono molto rosee per settori interi. 

Boris Johnson cambia idea e distrugge il settore dell’hospitality

Bisogna sempre prevedere altri cambiamenti di direzione dal governo di Boris Johnson. Prima hanno parlato di immunità di gregge, poi si sono reso conti che hanno basato le loro teorie su un altro tipo di virus, hanno capito che moltissime persone avranno bisogno di terapia intensiva, a differenza dell’influenza stagionale e hanno cambiato idea. 

Allora arriva l’annuncio che la gente dovrebbe stare a casa e non andare a grandi eventi, al pub, al ristorante, al cinema o a teatro. Ha incoraggiato tutti a lavorare da casa.  Gli anziani e le persone con malattie croniche dovrebbero stare a casa il più possibile. Le scuole per ora rimangono aperte. 

Molti sono contenti che Johnson non impone nulla, ma lascia le persone decidere da sole. Normalmente sarebbe forse una buona cosa, però ci troviamo in una grossa crisi e ci sono alcuni problemi con questo approccio, prima di tutto non tutti seguiranno il consiglio, esistono ancora molte persone in UK che pensano si tratti solo di un’influenza e non hanno intenzione di cambiare stile di vita. 

Il secondo problema è che se i pubs, ristoranti, teatri e hotel devono chiudere per mancanza di clienti non potranno essere risarciti dalle assicurazioni. Se invece fosse il governo a chiuderli, vedrebbero almeno dei soldi.

Il governo non ha parlato di nessun piano per tutelare i settori e i suoi lavoratori, solo che possono chiedere Universal Credit e avere ben £74 alla settimana di disoccupazione. 

Alcune catene grosse forse se la caveranno, altre già traballanti decisamente no. I ristoranti, teatri, pub e coffee shops indipendenti avranno grossi problemi a continuare ad esistere. Addirittura parlano della completa distruzione dei pub e piccoli locali. Ne sentiremo parlare ancora molto nei prossimi giorni. 

Chiediamo agli italiani che lavorano in questi settori o magari hanno ristoranti o locali loro come si sentono ora e che vorrebbero accaddesse per proteggere il loro settore. Abbiamo un modulo per farlo oppure potete farlo a @londranewsblog su Twitter. 

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