Laureata in scienze politiche ha trovato lavoro nell’organizzazione eventi

Quando sei venuto/a a Londra/Regno Unito?

18 mesi

Come hai cercato una sistemazione fissa e hai avuto problemi?

Tramite mio cugino

Come hai cercato lavoro?
Me l’hanno offerto

 Quanto tempo ci hai messo a trovare il tuo primo lavoro?

2 secondi

Che tipo di esperienza di lavoro o titoli di studio avevi all’arrivo?
Laurea in scienze politiche

Foto: © Copyright Ben Gamble and licensed for reuse under this Creative Commons Licence.

Come era il tuo inglese scritto e parlato al tuo arrivo?

Modesto, scolastico avanzato, meglio scritto dell’orale

Quale e’ stato il tuo primo lavoro? E che lavoro stai facendo adesso?

Receptionist e ora coordino eventi per un hotel di lusso

Come definiresti la tua esperienza a Londra/Regno Unito fino ad ora? E per quali motivi?

Non ci sono aggettivi, verbi e nomi per descrivere quanto sia meraviglioso vivere e lavorare a Londra. Un luogo di meritocrazia, pari opportunità e dove si realizzano veramente i sogni.

Consiglieresti ad altri di partire per Londra/Regno Unito e per quali motivi?
Si, lo consiglio sempre. Qui si vuole, ci si dedica e si ottiene tutto. Non è nemmeno vero  che bisogna lavora di più se stranieri, bisogna solamente dimostrare di essere capaci e di non avere paura di affrontare difficoltà e essere in grado di risolvere problemi.

 Potresti dare due consigli utili a chi deve ancora partire?

Lingua e curriculum vitae ragionato. Occorre una preparazione iniziale per evitare ristoranti come la peste.

 

 

 

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Il Regno Unito sta per entrare in recessione (e i giovani staranno peggio)

Con gli ultimi dati di marzo e il fatto che il PIL è sceso del 5,8% il cancelliere della scacchiera Richi Sunak ha avvertito che il paese tra entrando in una recessione seria. 

Per essere in recessione bisogna avere un calo di PIL per due trimestri consecutivi. Il primo trimestre da gennaio a marzo vede un calo e quasi sicuramente il secondo trimestre vedrà un altro calo. Si suppone quindi che il Regno Unito sta entrando in una recessione  e secondo gli esperti non sarà cosa da poco. 

Intanto il governo ha esteso lo schema di furlough fino ad ottobre e ha aperto uno schema per chi lavora in proprio che fino ad ora non ha ricevuto aiuti. Le richieste sono state tante che hanno fatto crollare il server e il sito.

La BBC dichiara anche che i maggiormente colpiti dalla recessione saranno  i giovani. Si basano su dati di recessioni precedenti, specialmente quella del 2008, e prevedono che sarà lo stesso anche in questo caso. Non sono buone notizie. 

 

Fonti:

Sito del governo sul furlough

Articolo di BBC News

Articolo di The Evening Standard

Aiuti economici per lavoratori in proprio

Nota di redazione: Dalla fine del lockdown in Italia ci arrivano ancora più messaggi di persone e famiglie che stanno per partire per UK. Alcuni non trovando un aereo hanno comprato un biglietto ferroviario. Non vogliamo impedire a nessuno di venire ma si consiglia di informarsi bene e di non prendere decisioni avventate. 

La situazione di alberghi, ristoranti e pub nel Regno Unito è critica

Il personale dei settori della ristorazione e ospitalità si aspetta maggiori aiuti nei prossimi mesi. Infatti si tratta di uno dei settori maggiormente colpiti dal coronavirus. 

Il personale in questi settori si divide essenzialmente in due gruppi, il primo gruppo è stato lasciato a casa e non ha più lavoro e può solo cercarne un altro o chiedere Universal Credit. Quest’ultima soluzione non è spesso possibile per gli italiani che sono in UK da poco. 

Un secondo gruppo invece è nel cosidetto furlough che significa che ha 80% dello stipendio pagato dallo stato e il resto se vuole dal datore di lavoro. Questi rimangono ancora dipendenti almeno fino a quando esiste il furlough.

Il programma furlough dura però fino a giugno e ristoranti e pub riapriranno probabilmente non prima dell’autunno. Ora ci si aspetta che il programma venga prolungato almeno fino a settembre altrimenti altri lavoratori saranno licenziati. Se non dovesse proseguire si dovrebbe saperlo entro metà maggio, ci vogliono infatti almeno 30 giorni di trattative per decidere la redundancy in caso di licenziamenti. 

Ancora non sappiamo quanti ristoranti, pub e alberghi saranno in grado di riaprire quando finisce il lockdown per loro. Il problema maggiore per loro è continuare a pagare l’affitto per tutti questi mesi. I più solidi o coloro appoggiati da una holding o catena solida non avranno problemi ma molti ristoranti e pub in particolare avevano problemi di sopravvivenza anche prima del coronavirus, questa potrebbe essere l’ultima goccia.

Ci sarebbero anche altri costi per mantenere la distanza e la sicurezza di dipendenti e clienti in caso di riapertura prima di un potenziale vaccino. Alcuni esperti parlano di oltre il 50% di pub e ristoranti che non riusciranno ad aprire se il loro lockdown continua per tutta l’estate. Aiuti governativi possono solo arrivare fino ad un certo punto, ammesso che ci saranno, non tutti i locali potranno essere salvati.  

Italiani che vogliono partire ora per cercare lavoro

Mio figlio vorrebbe venire a lavorare a Londra a giugno in qualche ristorante, pensate che avrà problemi per essere italiano?

Sono parrucchiera e vorrei trovare lavoro a Londra a giugno, che consigli mi date e ci saranno voli dall’Italia?

Buona sera sono un agente immobiliare autonomo 52anni, vorrei valutare opportunità di lavoro che possano consentire il pagamento spese di una vita ordinaria, grazie a presto saluti

Salve, sono un’insegnante di sostegno per alunni con disabilità. Vorrei avere spiegazioni sull’inter da seguire per insegnare in scuole pubbliche e/ o università. Il mio livello di inglese è buono, ma non certo madrelingua. Ho gia vissuto a Londra 10 anni fa.

Sono un barista a casa in Italia mi hanno chiuso il bar dove lavoro e vorrei venire ora a Londra a trovare un lavoro simile per non fare la fama in Italia, che documenti mi servono per lavorare?

Buongiorno lavoro come cameriere lavapiatti. Già lavorato a Capri sorrento in Sardegna palau ho Anche la parente b d

Vorrei venire per trovare un lavoro per imparare L inglese . Sono laureato in finanza risk e management , per raggiungere il mio obbiettivo sono disponibile per qualsiasi lavoro purché onesto

Sono ora in Italia e vorrei lavoro urgente da cameriere o tuttofare in cucina, sono automunito e possos partire ora se giunge offerta di lavoro. 

Queste sono altre domande che ci sono arrivate nelle scorse settimane. Non vogliamo scoraggiare ma ora non è il momento di lasciare tutto e partire. Prima di tutto bisogna fare la quarantena all’arrivo, in secondo luogo bar, ristoranti e altri locali sono chiusi. Non sappiamo quando riapreranno e se tutti riusciranno ad aprire.

Quindi è un po’ difficile sapere come sarà l’economia nei prossimi mesi e se avranno bisogno di personale dall’estero. Se ci sono persone residenti qui che non hanno lavoro, sará più difficile che daranno lavoro a uno appena arrivato. Semplicemente non sappiamo e non ci sentiamo di consigliare la gente a partire, soprattutto quando abbiamo l’impressione che molti non sono al corrente della situazione.

Ci sono italiani che continuano ad insistere che dobbiamo essere positivi e incoraggiare tutti a partire. Purtroppo non sono poi loro che risponderanno a tutti coloro che si trovano qui in difficoltà.

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Esperienze di italiani che fanno i baristi a Londra

Tanti italiani finiscono a fare i baristi a Londra, vediamo le loro esperienze.

Il barista nel Regno Unito è uno che prepara caffè ovvero cappuccino, espresso, latte, americano e tutti i tipi di caffè che le catene della high street hanno reso popolari. È un lavoro piuttosto comune tra gli italiani che arrivano a Londra. Mentre alcuni club privati e mense aziendali pagano la living wage, le catene pagano molto meno della living wage e quindi molti si lamentano che non riescono ad arrivare a fine mese.

 

Ci sono due living wage: quella ufficiale del governo che si chiama National Living Wage e paga £8.72 in tutto il paese a chi ha compiuto 25 anni e quella  ritenuta il minimo per vivere decorosamente e si chiama Living Wage e paga £10,55 a Londra.  La minimum wage ufficialmente non esiste più.

 

Come sempre abbiamo le due opinione opposte, chi non ritiene sensato venire fino a Londra a fare un lavoro come il barista superati i 21 o 22 anni,  chi invece è semplicemente contento di lavorare. In poche parole, non tutti i baristi a Londra sono contenti di esserlo.

Le catene offrono anche opportunità di carriera e anche qui ci sono opinioni diverse. Chi è contento di fare carriera di questo tipo che dimostra l’esistenza della meritocrazia nel Regno Unito.  Carriera che è diversa dalla carriera che si può fare nella ristorazione tradizionale, questi sono in effetti fast food.  Chi invece lo considera un lavoro alienante che viene fatto solo da persone che non sanno fare altro.

Esiste ancora chi viene a fare il barista mentre migliora l’inglese per poi trovare un lavoro non nei fast food in seguito. Questa strategia in effetti funziona sempre meno, specialmente per i laureati con poca esperienza che mentre imparano la lingua si fanno passare davanti da altri laureati freschi freschi e disposti a lavorare.

Passiamo alle esperienze di baristi a Londra

Questo barista italiano dice:

Di venire a Londra e provare, ci sono tanti lavori come il mio, dovrete lavorare tanto ma possono anche darvi una promozione, non è un lavoro che richiede molta intelligenza ma se siete in Italia a grattarvi la pancia sempre meglio venire a Londra a fare il barista, sono lavori che potete trovare in un paio di giorni e se volete potete rimanere anni e diventare manager

Un altro italiano che fa il barista a Londra spiega:

Non pensare che sia semplice, quasi sempre troverai un lavoro sottopagato e sottopagato tanto, conosco tanti italiani che hanno i buchi nelle scarpe e dopo avere pagato affitto, trasporti e mangiare rimangono con zero sterline. Se proprio vuoi fare un’ esperienza e migliorare l’inglese vieni sicuramente ti divertirai tanto, è facile fare amicizie ma con tanto viavia non rimangono a lungo. Molti italiani arrivano e quasi tutti ritornano in Italia entro 2 anni

Un italiano di 21 anni che fa il barista dice:

Se non avete un lavoro o un’altra che vi lega in italia, VENITE!! Questa è un esperienza di vita unica.. Venite qui con la testa giusta peró.. Prima trovate lavoro e poi con la paga vi ci andate a divertire.. Non fate che vi sputtanate tutti i soldi le prime settimane cosi da non poter pagare neanche la oyster per spostarvi e cercare lavoro (cose comuni qua)… E poi se nn sapete non sperate di venire qua e impararlo in un mese.. Detto questo qui si sta bene ma devi avere un carattere forte perche senno Londra ti distrugge sia fisicamente che emotivamente..”

Non tutte le esperienze di baristi a Londra sono uguali

Un’altro italiano che fa il barista aggiunge:

La situazione reale a Londra non e’ quella che si sente in Italia, in pochi raccontano le cose come stanno per paura di venir giudicati male

Un altro italiano che fa il barista ha deciso di tornare in Italia:

in linea di massima no, qui nessuno parla inglese e non lo imparerete, il lavoro e’ quello che e’, pagato poco e gli immigrati fanno sempre lavoro da immigrati che gli inglesi non vogliono fare, ci danno gli scarti. Noi italiani abbiamo inventato la civilta’  ora riprendiamo a lavorare in Italia e smettiamo di emigrare, all’estero non staremo meglio, noi italiani non siamo meno di nessuno, al contrario siamo un popolo con tanto talento e intelligenza

Un altro ancora si lamenta che il tenore di vita è troppo basso e che lavoro come questo si trova anche in Italia:

Penso di tornare in Italia, sono venuto per studiare e  imparare l’inglese e in il tenore di vita e’ 5000 volte peggio dell’Italia, in Italia si trova anche lavoro se non si fanno i difficili e si cerca. Tutti tra i miei amici e familiari in Italia lavorano e stanno bene, non ci manca nulla in Italia, quando si lamentano che non si trova lavoro non l’hanno mai cercato

Si vive bene con la paga minima a Londra?

Un’altro italiano invece ha trovato lavoro in un giorno grazie ad un amico del fratello:

Nn pensarci e buttarsi a capofitto, a Londra è facile trovare lavoro e si trova la meritocrazia pura

Un italiano di 36 anni che fa il barista a Londra invece scrive:

Se uno vuole un lavoro qualsiasi, probabilmente anche un lavoro che in Italia non farebbe manco morto.  qui lo trova ma non sono sicuro che sia sempre un vantaggio. trovare lavoro in 2 giorni qui è un gioco da ragazzi, ma riuscire a costruirsi una vita stabile e non da precari è una cosa difficile. Dove lavoro ci stanno un paio di italiani che vivono a Londra da diversi anni e sono ancora più o meno come sto messo io, ciò mi terrorizza

Una ragazza italiana è invece contenta:

si trova lavoro facilmente, con la meritocrazia si può andare avanti, non come in Italia, a Londra le cose succedono davvero

Anche questo italiano è ancora positivo:

Porta pazienza e se parti da zero sappi che verrai sfruttato e sottopagato. Ma se resisti a ciò e ti impegni nel migliorare te stesso (sempre e solo in ambito lavorativo intendo) potrai raggiungere risultati che non ti saresti mai immaginato

Un altro italiano che fa il barista è al contrario poco convinto:

qui gli stipendi sono bassi e si vive male, si lavora tanto spesso per niente. Quando c’era un posto per un taem leader per una bazzecola in piu’ ogni ora, 38 persone fecero domanda, ci si azzanna per avere un poco e il poco a Londra non basta mai. ci stanno immigrati affamati e aggueriti per vincere bisogna essere peggio di loro. Londra e’ una bella esperienza per imparare l’inglese, per al massimo 2 anni. Dopo si deve smammare.

 

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Brutte notizie per gli italiani che ancora vogliono un lavoro a Londra

Continuano ad arrivarci messaggi da persone che vogliono venire a Londra a trovare lavoro appena possono viaggiare. Molti non si rendono conto che non basta aspettare quando l’Italia riapre per partire, anche il Regno Unito ha un lockdown e un forte aumento della disoccupazione. Queste cose che si devono tenere in considerazione prima di partire. 

Il coronavirus ha fermato tutto o quasi con le previsioni che si aspettano oltre 4 milioni di disoccupati nei prossimi mesi. Ci sono catene che sono fallite e altre che stanno per fallire (Oasis, Debenhmas e Warehouse).

Le linee aeree sono nei guai grossi e si dice che un terzo dei ristoranti esistenti ora non potrà riaprire. Di conseguenza quasi tutti i settori ne risentono in qualche modo, tranne i supermercati e le consegne a domicilio. Ma con quattro milioni di disoccupati qualsiasi lavoro è difficile da trovare. 

Le previsioni della OBR (Office for Budge Responsibility) affermano che la crisi dovrebbe solo durare fino a dicembre/gennaio e poi dovrebbe cominciare la ripresa. Si tratta però di previsioni e tutto dipende da quando finisce la crisi.

Ma a complicare le cose abbiamo anche la fine del periodo di transizione con la UE il 31 dicembre. Boris Johnson ha ripetuto diverse volte che non intendete chiedere un’estensione dopo questa data. Ciò significa non solo avere i problemi legati alla uscita dal mercato unico e unione doganale ma soprattutto il fatto che dal 1 gennaio tutti gli italiani che intendono venire a lavorare in UK dovranno chiedere un permesso di lavoro con il nuovo severo sistema a punti.

Purtroppo, nessuno dei tanti italiani che ci ha scritto potrebbero averlo, essendo tutti neo-laureati senza esperienza alla ricerca di una carriera o persone che intendono lavorare nella ristorazione e affini e quasi tutti con scarso inglese. Come sappiamo queste categorie non hanno nessuna probabilità di avere un permesso di lavoro con il nuovo sistema. 

Ciò non significa che dovrete abbandonare tutti i sogni, possono ancora succedere cose che migliorano la situazione, la crisi coronavirus potrebbe finire presto, potrebbero trovare un vaccino o Johnson potrebbe chiedere un’estensione di un anno e quindi gli italiani potrebbero venire a cercare lavoro senza chiedere permesso anche nel 2021. 

Ma non sapendo come si metteranno le cose nei prossimi mesi, sembra inutile fare tanti piani e soprattutto sconsigliamo di partire immediatamente appena riprendono i voli, senza informarsi come sarà la situazione nel Regno Unito. 

 

Fate i corsi online e metteteli nel vostro CV!

Ormai è diventato normale fare corsi online anche brevi per rinforzare certe aree, imparare nuovi argomenti e skills o esplorare cose nuove prima di decidere se vale la pena investire in uno studio più approfondito.

Inoltre molti corsi che si trovano online sono creati da istituti prestigiosi come il MIT o Harvard.

Molti in Italia ancora non si rendono conto che possono mettere questi corsi nel loro CV per renderlo più interessante. Al contrario, molti italiani sono ancora molto scettici e non capiscono il valore che questi corsi hanno se cercano lavoro all’estero. Bisogna dimenticarsi il modo di pensare italiano o come si facevano le cose 20 o 30 anni, ora questi corsi stanno diventando normalissimi.

Young woman studying with laptop computer on white desk.

Come si diceva prima molti di questi corsi sono offerti da atenei prestigiosi e conosciuti e quindi saltano più all’occhio di corsi fatti in posti non conosciuti. Alla fine nel CV conta molto distinguersi e rendersi interessanti. Si tratta del vostro biglietto da visita professionale, più nomi famosi sono presenti, meglio è per voi.

Inoltre un corso in qualsiasi materia ma in lingua inglese vi aiuta a migliorare la lingua e ad avere il linguaggio giusto per un particolare settore. Inoltre in molti corsi esiste la possibilità di interagire con altri studenti, cosa molto utile per esercitare il vostro inglese.

Ma il motivo principale per fare questi corsi e metterli nel CV se cercate lavoro è dimostrare al potenziale datore di lavoro che siete una persona che si impegna, ha iniziativa e vuole sempre migliorarsi.

Anzi, tanto sono diventati normali i corsi online in tanti settori che non averne nemmeno uno sul CV spesso vi distingue, ma in modo negativo. Molti datori danno per scontato che fate almeno un corso breve o due all’anno.

Ci sono tante piattaforme che offrono corsi online a basso costo e a volte anche gratuiti per esempio Edx e Corsera sono tra i più vecchi e noti.

Posso trovare lavoro a Londra questa estate e altre domande

Incredibile ma vero…ci contattano ancora persone dall’Italia che vogliono un lavoro a Londra nei prossimi mesi o che vogliono sapere come sarà la situazione del coronavirus a Londra o UK nei prossimi mesi. 

Non lo sappiamo, non sappiamo quando finirà e come sarà l’economia quando la situazione sarà normalizzata. Quanti ristoranti, bar, uffici e fabbriche riusciranno a riaprire. Non lo sappiamo, non siamo indovini. Soprattutto con la Brexit, potrebbe ancora accadere che la situazione del coronavirus non si sistemi prima dell’uscita totale dalla UE, in quel caso solo una minoranza di italiani saranno in grado di lavorare. 

Ci sono anche coloro che ci chiedono se e quando possono andare in altre parti dell’UK e non Londra per evitare il coronavirus. Prima di tutto, non sappiamo quanto durerà la situazione in Italia e il coronavirus in ogni caso non si ferma a Londra, altre zone del paese non sono immuni. Altri ci chiedono se il figlio può trovare lavoro a luglio o in settembre. 

Potete sempre fare domande di lavoro, ma non chiedeteci cose impossibili!

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Prestiti alle aziende ma molti italiani ci hanno scritto disperati

Il governo ha stanziato £300 miliardi di prestiti alle aziende in difficoltà con un tasso di interesse basso. Ciò può far piacere ad alcuni, ma molte persone con aziende piccole, self employed e lavoratori in settori non ufficialmente chiusi ma che dovranno chiudere o licenziare persone, si sentono abbandonati. 

Potete aggiungere la vostra testimonianza nel modulo qui sotto

Marco scrive: “Da oggi sono a casa senza stipendio, non posso fare niente e lavoro ora non se ne trova sicuramente. Posso chiedere i benefit ma ho giá visto che sono pochissimi soldi e non ho idea di che fare. Ho i soldi per campare e pagare affitto per un mesetto e dopo? in Italia non possono tornare e non ho nessuno che mi presta soldi. Che faccio?

Chiara scrive: “Ho una bancarella ai mercati e non potrò andarci per chissá quanto e non ho idea di cosa fare per campare. Il Boris non ha promesso niente a noi self-employed se non chiedere Universal Credit, non mi coprirebbe le spese, affitto anche un posticino per tenere le mie creazioni e lavorare, non mi coprono quelle spese. Ho lavorato per anni, pagato tasse e ora mi gettano nel fiume in piena.”

Diletta scrive: “Sono cameriera e hanno ridotto le ore del ristorante, ho un contratto con zero ore garantite e mi hanno dato zero ore per questa settimana e la prossima e nessuno stipendio se non lavoro, cosa posso fare ora, come pago il mio affitto?

Flavia da Londra scrive: “Un dramma qui a londra Solo una grande confusione senza un governo che ti guida e da una linea unica da seguire. Io ho un club per eventi e ho dovuto chiudere perche i clienti hanno cancellato i party Quindi sono rovinata e il governo inesistente solo a fare calcoli economici ma non quelli umani.

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Tutele e aiuti finanziari per i lavoratori durante la crisi coronavirus

Bisogna dirlo subito le tutele per i lavoratori non sono molte e regna ancora la confusione. Molti ci hanno contattato per sapere che devono fare e in diversi casi non sanno abbastanza inglese per leggere la documentazione ufficiale. Cerchiamo di chiarire le cose in italiano per chi improvvisamente si è trovato senza lavoro. 

Chi deve stare a casa si trova in una di due categorie:

Chi è malato o lavora per un’organizzazione o azienda chiusa dal governo può chiedere Statutory Sick Pay che sono £94.25 alla settimana. Certi datori di lavoro daranno di più ma non tutti. £94,25 è la cifra minima per la malattia. Per avere la SSP dovete guadagnare almeno £118 ogni settimana ed essere dipendenti, se lavorate in proprio non potete. Potete ricevere questo pagamento anche se lavorate per un’agenzia. 

Chi invece si trova a casa perché la propria azienda chiude per mancanza di clienti o per altri motivi, ma non è stato costretto a chiudere dal governo, non può chiedere SSP per gli altri motivi elencati sopra può chiedere Universal Credit che sono £62,94 alla settimana per chi ha meno di 25 anni e £79.45 per chi ha più di 25 anni. 

Per chiedere SSP dovete mettervi in contatto con il vostro datore di lavoro. Viene pagata nella busta paga e viene chiesta dall’ufficio paghe. Potrebbero chiedervi una ‘fit note’ che viene data dal medico di base. Stanno cercando di semplificare la procedura e prossimamente potrete chiedere la fit note telefonando al NHS 111. 

Per chiedere Universal Credit dovrete andare qui. Da notare che per averlo bisogna passare un habitual residence test che prova che vivete nel Regno Unito permanentemente. Non ci sono criteri precisi e anche se la maggioranza lo passa senza problemi,  ci sono stati italiani che non l’hanno passato perché avevano i genitori in Italia o altri motivi decisi da chi conduce il colloquio. 

 

Uno dei nostri collaboratori è un welfare adviser con esperienza e risponderà alle vostre domande sui benefit per i lavoratori,  domani 19/03 e lunedi 23/03 dalle 10 alle 16 su Facebook Messenger (pagina londranewsblog). 

Prima di tutto dovete fare un account per chiedere Universal Credit, compilare il modulo e presentarvi ad un colloquio. Il governo ha detto che intende sospendere i colloqui faccia a faccia ma ancora oggi (18/03/20) continuano a farli. Al momento dovrete aspettare 5 settimane prima di vedere il primo pagamento, ma anche in questo caso il governo ha promesso che abbasserà i tempi. Realisticamente col numero di persone che lo chiederanno, non aspettatevi di vedere subito soldi. Potrete comunque chiedere un anticipo del primo pagamento. 

Universal Credit paga tutto o parte del vostro affitto. In parte perché paga solo al massimo il costo dell’affitto medio nella vostra zona. Quindi se nella zona dove abitate l’affitto medio mensile è £600 e il vostro affitto è £700, le £100 di differenza dovrete trovarle voi. Inoltre dovrete avere qualche documento che dimostra pagate l’affitto, preferibilmente un contratto valido, se affittate a nero difficilmente vi pagheranno l’affitto. 

Speriamo che il governo decida di tutelare meglio i lavoratori, ci sono centinaia di migliaia di persone a rischio e con il fatto che tanti di questi lavorano in settori che non sono stati ufficialmente chiusi dal governo e dovranno chiedere Universal Credit che come ben sappiamo è un sistema pieno di problemi e poco efficiente. 

 

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Ancora ci scrivete per avere consigli per trasferimenti a Londra

Ancora abbiamo italiani che ci contattano per trasferimenti a Londra e ci chiedono informazione per trovare lavoro soprattutto nella ristorazione. Purtroppo non è il momento adatto per pensare a farlo. Sono indubbiamente meno del solito ma riceviamo ancora parecchi richieste soprattutto su Facebook e che cercano lavoro dai prossimi mesi. 

Non sappiamo quanto durerà la crisi del coronavirus e come sarà l’economia quando le cose riprenderanno ad essere normali. Se Boris Johnson decide di non chiedere un’estensione al periodo di transizione, il 31 dicembre UK esce completamente e probabilmente senza un accordo. In quel caso dal 1 gennaio occorrerà avere un visto. Non sappiamo ora se la situazione del coronavirus si stabilizzerà prima di allora. 

Non possiamo quindi dare risposte a queste persone, non per maleducazione o cattiveria, ma semplicemente non sappiamo che succederà nelle prossime settimane o mesi. 

Per ora non pubblicheremo nemmeno eventi, ma ci limitiamo a pubblicare news, esperienze di italiani e articoli vari informativi su posti nel Regno Unito e curiosità varie. 

Tutto è cambiato molto velocemente e dobbiamo adattarci, il mondo sta cambiando molto rapidamente e non possiamo fare piani per ora. 

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Barista a Londra e in Gran Bretagna; come trovare un lavoro

Molti italiani scelgono di fare il barista a Londra e ci sono sicuramente molte offerte di lavoro in questo campo.

Per barista si intende sempre la persona che fa il caffé che sia espresso o cappuccino in un ristorante, coffee shop o altro locale. Mentre molti pensano subito alle varie catene di coffee shop come Starbucks o Costa Coffee ci sono molte altre opportunità di fare il barista a Londra o in Gran Bretagna in altri posti come le mense aziendali, hotel, i ristoranti e i clubs.

Come si trova lavoro da barista a Londra e in Gran Bretagna?

Il barista che lavora al bar e serve bevande alcoliche si chiama generalmente bartender.  I coffee shop sono un buon punto di partenza, visto che prendono persone senza esperienza ma se si ha esperienza a fare cappuccini ed espressi conviene spesso guardare altrove, dove le paghe sono decisamente più alte. Gli annunci che vedi sono saranno sicuramente un misto di posti che non richiedono esperienza e alcuni che la richiedono.

n fondo alla pagina,  abbiamo per te le ultime offerte di lavoro per barista a Londra, queste offerte sono continuamente aggiornate, prepara bene il tuo curriculum vitae seguendo i consigli che trovi su questo sito e comincia a fare domanda.

Cerco lavoro a Londra o nel Regno Unito, che devo fare?

Se vuoi continuare a fare domanda di lavoro per fare il barista a Londra, prova anche le nostre offerte di lavoro giornaliere, non ti costa nulla e se invii loro un bel cv e cover letter avrai sicuramente diversi colloqui.

Come fare l’organizzatore eventi a Londra e nel Regno Unito

Ultime offerte di lavoro per barista a Londra e nel Regno Unito

 

 

 

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